Jodorowsky In questo lungo articolo vorrei enumerare quelli che ritengo i meriti e i demeriti dell’opera di Jodorowsky basandomi sulla pietra miliare dei suoi studi, La Via dei Tarocchi (Feltrinelli, Milano, 2007).
Alejandro Jodorowsky ha contribuito in maniera incisiva a condurre il Tarocco alla modernità. Probabilmente senza il suo importante studio che qui recensisco la Cartomanzia sarebbe rimasta argomento di una nicchia ristretta di cultori e forse non avremmo potuto raggiungere l’attuale livello di sperimentazione visiva e di speculazione filosofica. È doveroso precisare che questo contributo NON intende demolire Jodorowsky e la sua scuola. Primo perché non ne avrei le capacità, mi occupo di cartomanzia da circa 30 anni ma continuo a ritenermi un eterno studente. Inoltre Jodorowsky non è solo cartomanzia; è teatro, cinema, psicomagia e tanto altro. È un uomo geniale, poliedrico e un gran comunicatore. Secondo perché per fortuna ci sono fior fior di studiosi italiani cui il lettore dotato di spirito indagatore può far riferimento per ricostruire le basi storiche e filosofiche del Tarocco. Penso per esempio a Giordano Berti oppure ad Andrea Vitali. Entrambi stimatissimi quanto eccellenti ricercatori e divulgatori.


JodorowskyPer i criticoni: acquistai il libro nel 2007 e lo lessi l’anno successivo (o due dopo, non ricordo di preciso). Attualmente, anche in previsione di una serie di video che intendo realizzare, sto rileggendo l’intero corpo di volumi che ho raccolto negli anni. Circa sei mesi fa ho concluso la rilettura de La Via dei Tarocchi. Nel 2009 ero una persona molto diversa da oggi e molti dei giudizi entusiastici del tempo sono mutati. Come ho detto NON intendo demolire Jodorowsky ma solo esprimermi, alla luce di tre decenni di pratica col Tarocco, sul modo di Jodorowsky di rapportarsi al mazzo e di presentarlo al grande pubblico.


Le dieci cose che mi piacciono di Jodorowsky (clicca sui titoli per espandere il contenuto)


La divisione degli Arcani in 10 caselle immaginarie

Questo è un colpo di genio; veramente caro Jodorowsky! In questo modo si può orientare la mente attraverso un’immaginario sentiero per cui ogni lato della carta suggerisce alla fantasia input e direzioni molto proficue.
Sinteticamente, per chi non ha letto il libro: Jodorowsky divide gli Arcani Maggiori e Minori in 10 caselle delle quali otto visibili nella carta, cioè la parte superiore e inferiore dell’Arcano divise in quattro quadrati attivi e ricettivi delle energie delle carte vicine; la parte inferiore della carta è tellurica, grossolana direi; quella superiore è siderea, celeste. A questi otto quadrati si aggiungono altri due quadrati immaginari, uno sotto e uno sopra alla carta, quasi a ricordare la forma dell’Albero della Vita della Cabala. Potremmo semplificare dicendo che questi due quadrati immaginari rappresentano la direzione e il compimento del lavoro che la carta invita a fare. Lo stesso sistema di divisione viene ripetuto anche per il simbolismo dei colori creando così una divisione teorica della carta veramente completa.

Le connotazioni cosmologiche

Alla divisione in dieci caselle della carta Jodorowsky aggiunge alcune considerazioni di natura cosmologica. Il lettore si è mai chiesto perché il Tarocco calzi perfettamente con le lettere ebraiche? Il Tarocco è una vera e propria mappatura dell’immaginario della società rinascimentale e pertanto non deve stupire il rapporto 22 a 7 del mazzo (tre settenari e una unità). Questa era la misura del mondo fisico tenuta per buona all’epoca. Ho spiegato questa tesi nel mio Tarocchio scritto per commentare il mazzo di Ramuntcho Matta.
È chiaro quindi che il mazzo dei Tarocchi sarà perfettamente sovrapponibile alle dottrine cosmologiche coeve come quello della rilettura cosmologica della Cabala (nella quale hanno gran parte le lettere). A questo proposito non sono pochi i commentatori che lamentano associazioni un po’ forzate tra Tarocco e Albero della Vita. Il motivo, si dice spesso, è che gli Arcani Maggiori non corrispondono perfettamente alle sephirot ma piuttosto ai sentieri che uniscono queste ultime. Questo perché, ribadisco, pur essendo molto simile per struttura il Tarocco NON è tarato esclusivamente sulle dottrine cabalistiche ma sulla visione filosofica del rinascimento la quale fu soltanto parzialmente influenzata dalle dottrine cabalistiche. Tuttavia il metodo di esposizione di Jodorowsky non sembra basarsi unicamente sulla cabala e anzi per certi versi è estremamente ricco di input derivanti da differenti visioni cosmologiche.

La creazione di un sillabario dei Tarocchi

Altro grande colpo di genio. Tentare di rileggere le associazioni tra gli Arcani Maggiori con un metodo che ricordi quello dei sillabari scolastici. Si, alcune associazioni sono forse arbitrarie ma in generale il filone potrebbe essere sviluppato in modo assai proficuo.

Il Tarocco è una lingua

Jodorowsky dice: se accettiamo l’idea che i Tarocchi non siano una sfera di cristallo e il tarologo non sia un veggente – dono che secondo gli esoterici gli consentirebbe di vedere il futuro del consultante – bensì un lettore, ci accorgiamo che gli Arcani costituiscono un linguaggio dove al posto delle lettere e delle parole ci sono disegni e colori. Così come si parla italiano, spagnolo, inglese, giapponese si può parlare la lingua dei Tarocchi. E così come qualsiasi essere umano può imparare una nuova lingua studiandola, si può imparare a leggere e a tradurre i messaggi dei Tarocchi senza avere bisogno di essere maghi, veggenti, e senza essere dotati di poteri parapsicologici. I Tarocchi sono un linguaggio alla portata di tutti 1. Al di la della contestazione mossa all’uso divinatorio del Tarocco il concetto è giusto.

La rilettura in chiave - anche - positiva di carte che la Tradizione identificava solo come negative

Per esempio Il Diavolo, La Torre e alcune carte di Spade. anche in questo caso Jodorowsky fa la differenza ma in alcuni casi il suo approccio cambia radicalmente il senso della carta.

L'espansione di molti significati degli Arcani

Molti significati degli Arcani maggiori e Minori sono stati ampliati da Jodorowsky. Fatte le debite eccezioni (per esempio il Cinque di Spade) i significati espansi da Jodorowsky sono funzionali in fase di lettura e stimolano il Cartomante a creare nuove connessioni, cercare nuove sfumature.

La numerologia

Jodorowsky non è l’unico ad associare numerologia e Tarocchi e tuttavia il suo modo di esporre le connessioni tra numero e Tarocco permette di comprendere a fondo la struttura dell’intero mazzo e si rivela prezioso in fase divinatoria.
Nei numeri da 1 a 10 Jodorowsky vede un cammino evolutivo che porta dall’uno in potenza (1) alla piena realizzazione (10). questo metodo, come detto, è importante ma per certi versi può risultare anche troppo dogmatico e questo potrebbe essere un punto a sfavore.

Il far parlare le carte

E se L’Imperatore parlasse…“, “E se La Papessa parlasse…“, “E se Il Sole parlasse…” Diciamocelo: ne siamo rimasti tutti affascinati.

La grande verve creativa che pervade l'intera opera

Non c’è dubbio sul fatto che Jodorowky per molti versi ha tracciato una via di rinnovamento importantissima per il Tarocco. È anche grazie all’impatto sui lettori de La Via dei Tarocchi se oggi si stampano molti più mazzi, se si sono incrementate le pubblicazioni sull’argomento, se si tengono convegni ecc. Questo è dovuto alla genialità e la grande capacità di coinvolgere il lettore propria di Jodorowsky.

La parte operativa del libro

Abbondante in termini di pagine e di esempi, la parte operativa del libro fù al tempo una delle più chiare e complete. Jodorowsky accompagna lo studente in un percorso che parte dall’estrazione di due carte fino a stese più complesse. Questo permette allo studente di lavorare per gradi e comprendere in modo ancora più profondo il rapporto col mazzo. Peccato per gli esempi (vedi i punti che non mi piacciono).


Queste le dieci cose che mi hanno convito dell’Opera di Jodorowsky.
Ora le dieci che non mi sono piaciute.


Il restauro del mazzo

Jodorowsky afferma di aver recuperato un mazzo di Tarocchioriginale“, termine improprio in quanto tale mazzo sembra essere un mazzo di tipo marsigliese e pertanto derivato da una tradizione precedente. Ma anche se davvero questo Tarocco fosse quello originale di questo mazzo Jodorowsky non mostra nemmeno una carta… L’idea di romanzare la ricostruzione del Tarocco – o restauro come afferma Jodorowsky – è buona ma non si deve abusare della credulità del lettore2.

L'origine dei Tarocchi e le religioni del libro

Secondo Jodorowsky il Tarocco sarebbe stato creato dalle tre religioni del libro. “Se immaginiamo che questo gioco meraviglioso sia stato inventato dai sapienti delle tre religioni più importanti nell’emisfero occidentale intorno all’anno 1000, cristiani, ebrei e musulmani, potrebbe benissimo contenere i tre dèi, Cristo, Jahve e Allah3. L’affernazione si commenta da sola oltre a non tenere conto della cultura dell’Umanesimo e del Rinascimento (Petrarca e Boiardo in primis) nonché del substrato mitologico di matrice classica del Tarocco (per es. La Forza come allegoria della vicenda di Ercole e il Leone di Nemea oppure della Sfinge sopra La Ruota).

I colori

La parte sui colori è troppo dogmatica pur essendo sviluppata sulla griglia delle dieci caselle (idea geniale, vedi punto uno delle cose che mi piacciono). Tuttavia non può essere né riconducibile ad un canone originale dell’interpretazione del Tarocco (sempre se esiste una dottrina divinatoria originale del Tarocco), né tanto meno il numero di colori proposti dal restauro di Jodorowsky può essere considerato lo spettro dei colori originali del mazzo. Ciò per un semplice m motivo: le stampe più antiche erano colorate a mano o a stencil e il costo di alcuni colori era proibitivo (per esempio l’azzurro o l’oro). Questo, oltre ad impedire che vi fossero dei canoni cromatici per le figure, ha fatto si che ognuno reinterpretasse i colori come meglio credeva o a seconda delle proprie possibilità. La dottrina del colore associata al Tarocco è recente e sembra partire dall’opera di Wirth4.

Il mandala

Credo sia una delle cose più assurde… Grazie al riposizionamento di alcune carte del mazzo (vedi più sotto sulle Figure di Corte) Jodorowsky costruisce il grande mandala del Tarocco. Ora, ok, ci sta… Ma anche no! Il Tarocco è OCCIDENTALE e per fortuna l’abitudine di scrivere libri di storia comparando fonti lontane tra loro nel tempo e nello spazio sta sparendo. Il mandala puoi farlo Jodorowsky, anche proporlo come forma basica su cui costruire la TUA teoria… Ma non come metodo di lettura che pretende di ricostruire il Tarocco originale.
Al tempo della canonizzazione del mazzo in Europa non c’erano i mandala; c’era la teoria della sfera, la visione geocentrica dell’Universo, il concetto di sfere planetarie, al massimo di sephirot dell’Albero della Vita o il mondo immaginario del Paradiso Terrestre. NON c’era il mandala. No, Jodorowsky, nemmeno tra i Celti c’era… È una speculazione new page risalente agli anni ’90, dovresti saperlo meglio di me.

Il concetto di tarologia

Non si può sentire diciamoci la verità… Tarologia come studio del Tarocco. Studio del colore e dei mandala… Studio fittizio basato su reinterpretazioni arbitrarie del mazzo. Molto meglio essere storici, cultori del Tarocco o studiosi di iconografia che tarologi. Un neologismo privo di significato che un po’ come tutte le parole difficili e ambigue ha avuto fortuna col grande pubblico. La parola tarologo ha aperto la via ad un’oceano di cartomanti improvvisati che, finalmente, hanno trovato un titolo altisonante di cui fregiarsi. Con grande soddisfazione per chi fa collezione di titoli ma a discapito, per l’ennesima volta, della credibilità della Tradizione. Ciò è seccante oltre che disdicevole.

Il ripudio degli aspetti divinatori

Questo aspetto è diretta conseguenza del precedente, perché il tarologo studia gli aspetti psicologici del Tarocco e attraverso il messaggio degli Arcani aiuta il Consultante a far luce sulla sua interiorità. In sostanza il tarologo NON è un divinatore (cosa che mi fa ancora più detestare il termine tarologo). La prima testimonianza intorno alla divinazione col Tarocco è nel Caos del Triperuno di Teofilo Folengo5. Che se ne voglia o meno le prime testimonianze sono ludiche o divinatorie. Ripudiare la divinazione non ha senso.

I significati degli Arcani Minori

Talvolta bellissimi, altre volte difficilmente comprensibili. Lo schema numerico che Jodorowsky associa agli Arcani Minori è buono per avere delle linee guida interpretative ma rischia di fuorviare il Cartomante. Come il Cinque di Spade che se nell’Opera di Jodorowsky resta comunque una carta di difficoltà nel comunicare con gli altri e di pericolo di autoinganno, nella scuola derivata dal suo metodo6 diventa addirittura una carta di socialità e di obbiettivi comuni.

Il cambio di sequenza nelle Figure di Corte

A mandala costruito ecco che a Jodorowsky non tornano i conti: il Re chiude definitivamente la serie degli Arcani Minori e stop. Non c’è evoluzione, non c’è ripartenza del grande mandala del Tarocco. Per evitare questo che fa Jodorowsky? Elabora la teoria del movimento delle Figure di Corte (abbastanza complessa a dire il vero) secondo la quale l’ultima figura di un seme contiene in potenza i germi del seme successivo e scambia di posto Re e Cavaliere. Così facendo la giostra funziona. Ma il mazzo ne viene snaturato. Non dico che non si possa fare, se un Cartomante si trova bene con questo metodo lo faccia pure, del resto anche Crowley nel suo meraviglioso mazzo fa una cosa simile. Ma, ancora una volta, NON si può parlare di Tarocco originale. Non si può spacciare per verità un criterio arbitrariamente deciso per far tornare il mandala e mettere da parte tutto il concetto di Regalità proprio dell’occidente.

Il modello del Consultante

Si, ok Jodorowsky, belle le stese che presenti in fondo al libro, anche utili per imparare. Ma un consultante che esista davvero no? Chi vuol fare la ballerina, chi lo scrittore, chi l’attore… I clienti di un Cartomante sono figure più reali. Questa vena vagamente radical chic (che peraltro pervade un po’ tutta l’opera) potevi evitartela. Magari avresti potuto mettere qualche esempio di consultante che non sa come pagare le bollette o la classica domanda sul single che cerca l’amore. Sarebbe stato più umano.

La chiusura del libro

A chiusura del libro Jodorowsky stila una serie di punti o concetti guida per il cartomante. Chiude l’ultimo punto con una nota personale parlando della morte del figlio. Intendiamoci, non c’è niente di male, per carità. Solo che lascia un po’ di tristezza questa chiusura così triviale dopo un libro che comunque di carica energetica ne ha tanta. È quasi come se Jodorowsky confessasse che nonostante la profonda connessione col messaggio del Tarocco la sua disperazione abissale resta e lo accompagnerà per sempre. Intendiamoci, niente da contestare sul motivo e sul dolore di Jodorowsky. Tuttavia una chiusura così non lascia un bel messaggio.

A dispetto di tutto ciò che ho scritto intorno alle dieci cose che non mi piacciono l’opera di Jodorowsky resta una valida introduzione all’universo della Cartomanzia. Coi dovuti accorgimenti certo, magari integrandone la lettura con altri studi, Wirth in primis.


  1. Alejandro Jodorowsky,Marianne Costa, La Via dei Tarocchi, (Introduzione alla Quarta Parte), Milano, Feltrinelli, 2007.
  2. A dir poco delirante il contributo dell’ex compagna e allieva di Jodorowsky, Marianne Costa la quale nel suo I Tarocchi passo a passo (OM Edizioni, Firenze, 2020) ribadisce continuamente – e talvolta fino alla nausea – che i Tarocchi sono italiani; però i Tarocchi marsigliesi sono Tarocchi, certo, ma marsigliesi e pertanto creati dai mastri cartai francesi e non si può attribuire la loro origine in Italia. Il contributo di Costa è molto bello per la descrizione delle carte, dispersivo nel metodo e delirante quando pretende di confutare le tesi di M. Dummet.
  3. Alejandro Jodorowsky – Marianne Costa, La Via dei tarocchi, Feltrinelli, Milano, 2007. Introduzione alla terza parte.
  4. Agosto 1860, Brienz, Svizzera – 9 marzo 1943, Mouterre-sur-Blourde, Francia
  5. Ma heri Giuberto e Focilla, Falcone e Mirtella mi condussero in una camera secretamente, ove, trovati ch’ebbeno le carte lusorie de trionfi, quelli a sorte fra loro si divisero; e vòlto a me, ciascuno di loro la sorte propria de li toccati trionfi mi espose, pregandomi che sopra quelli un sonetto gli componessi (le carte estratte sono Giustizia, Angelo (Giudizio), Diavolo, Fuoco (La Torre?) e Amore (L’Innamorato). Cfr. Folengo, Caos del Triperuno.
  6. cfr. Marianne Costa, I Tarocchi passo a passo, OM edizioni, Firenze, 2020

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